KhrióMagazine / Walk the world
06/12/2011
Straordinaria Zavalloni
Non era mai successo che un artista fosse invitato, nel corso della stessa stagione, a esibirsi più volte alla Carnegie Hall di New York, uno dei palchi della musica colta più prestigioso del mondo.
E’ accaduto quest’anno, con una straordinaria ed eclettica cantante italiana, la bolognese Cristina Zavalloni, performer in grado di passare, con grande disinvoltura, dal jazz al repertorio brasiliano, sino alle partiture contemporanee di Louis Andriessen e alle pagine di pianoforte di Michael Nyman che per lei ha composto ‘Acts of Beauty’
Dal Montreux Jazz Festival alla Bimhuis di Amsterdam, da Umbria Jazz alla Scala di Milano sino al Barbican Centre e alla Queen Elizabeth Hall di Londra, la voce di Cristina Zavalloni si caratterizza per essere, sempre di più, lo ‘strumento originario’, con la forza introspettiva di una tecnica che unisce il belcanto a forti doti improvvisative, una gamma vocale che oggi non ha eguali nel panorama internazionale.
Non a caso Andriessen, considerato uno degli autori più importanti della musica di questo secolo, ha scritto, pensando proprio alle possibilità della sua voce, capolavori come ‘Passeggiata in tram per l’America e ritorno’. Ma è con la splendida interpretazione di Anais nel dramma ‘Anais Nin’ dello stesso Andriessen, che si impone come protagonista dell’avanguardia sonora di questi anni, intraprendendo un lungo tour che si concluderò negli Stati Uniti nel 2012.
Adesso, a sostenere la tesi delle molteplicità espressive della sua musica, dopo aver duettato con Stefano Bollani in numerosi festival, pubblica il suo primo album interamente jazz.
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